Biografia

Filosofia

Suddivisione dei Fiori

    secondo Bach

    secondo Kramer

Bibliografia

 

E' bello avere i fiori di Bach nella propria vita, ed anche godere del piacere dei fiori freschi a casa propria: consegna fiori a domicilio per un grande omaggio!

 

 

 

3 di 3

Nel settembre dello stesso anno, in Galles, Bach raccoglie i primi due fiori che entreranno a far parte del suo sistema terapeutico: Impatiens e Mimulus.
Li prepara in maniera omeopatica e li somministra intuitivamente secondo la personalità del paziente, con grande successo.
Prepara successivamente anche il fiore della vitalba, Clematis, e quindi pubblica
"Alcuni nuovi rimedi ed il loro uso".

A questo punto Bach è così entusiasta della sua scoperta che decide di andare a vivere in campagna per potersi dedicare alla ricerca di nuovi fiori da preparare e sperimentare.
Non è una decisione facile: egli è all'apice della sua carriera come medico, ha un laboratorio che esporta i suoi prodotti in tutto il mondo, una vasta e facoltosa clientela. 
Ma a Bach non interessano né la fama né il denaro, egli pensa solo al suo metodo di cura, e nel giro di quindici giorni vende il laboratorio, ripartisce i suoi clienti tra i colleghi e distrugge tutti gli scritti e le provette di vaccino.
Mette mortai e pestelli in una valigia, intenzionato a portarli con sé per le sue preparazioni, ma si sbaglia e prende al loro posto una valigia piena di scarpe.
Una coincidenza significativa, visto che non avrà bisogno poi di mortai ma delle scarpe che si riveleranno molto utili per le sue lunghe passeggiate in cerca di fiori. 

Siamo nella primavera del 1930 ed egli parte con la sua assistente Nora Weeks alla volta di Abersoch, ove rimane fino ad agosto. 
Qui scrive il libro
"Guarisci te stesso", nel quale illustra la sua filosofia ed i principi ispiratori del suo nascente metodo di cura .
Si trasferisce poi a Cromer, un paese di pescatori nel Norfolk, ove rimarrà fino al 1934. 

La sensibilità di Bach si fa sempre più acuta e sarà una meravigliosa miscela di ragionamento ed intuito a guidarlo in questa avventura, a condurlo a restringere la sua ricerca solo al fiore scartando le altre parti della pianta, convinto che è lì che si concentra la forza vitale.
All'inizio pensa di raccogliere la rugiada, che ha trovato essere efficace, poi elabora il
metodo del sole, mettendo i fiori più belli in una ciotola di vetro ed esponendola al sole per quattro ore: è nato il primo metodo di preparazione dei Fiori di Bach.

Nella sperimentazione delle essenze floreali sui pazienti Bach è aiutato dai suoi colleghi londinesi, che confermano l'efficacia dei prodotti che somministra gratuitamente ai pescatori e contadini che gli si rivolgono.
Nel 1931 completa la prima serie di 12 rimedi, e pubblica il libretto
"I dodici guaritori".
Vuole far conoscere a tutti il suo nuovo sistema di cura, ma i giornali non pubblicano i suoi articoli ed allora decide di fare delle inserzioni a pagamento, che gli procurano dei dissidi con il Collegio dei Medici .
Bach pensa di affiancare ai suoi
12 guaritori degli altri fiori e nel giro di qualche mese completa la seconda serie, i 7 aiutanti, ed elabora il primo composto d'emergenza, il Rescue Remedy che è all'inizio formato da tre fiori.

Nella primavera del 1934 Bach si trasferisce nella residenza "Mount Vernon" a  Sotwell, un piccolo paese nella valle del Tamigi, dove tuttora ha sede il Bach Centre.
Qui Bach si riposa, costruisce mobili in legno e si dedica alla scrittura, ma ben presto si sente chiamato a scoprire altri rimedi.
Avviene ora un fatto nuovo: se fino ad ora Bach ha trovato i rimedi grazie a delle intuizioni, assaggiando un petalo e sentendo cosa l'essenza può aiutare a risolvere o seguendo l'ispirazi
one, d'ora in poi sarà la sofferenza a guidarlo.
Dice Nora Weeks: "Durante i giorni precedenti alla scoperta di ogni rimedio, egli stesso si trovava nello stato d'animo per il quale era utile quel particolare rimedio. E soffriva con una tale intensità che le persone, che gli stavano vicino, si chiedevano se fosse possibile che un essere umano soffrisse così tanto e tuttavia riuscisse a conservare il senno. E non solo soffriva di terribili agonie mentali, ma spesso accadeva anche che molti stati d'animo venissero accompagnati da malattie nelle loro forme più gravi. Queste esperienze richiedevano  un coraggio e una fede poco comuni, perché anche se Bach sapeva che scoprendo il rimedio indicato il malessere fisico e mentale  sarebbe scomparso completamente, c'erano da trovare diciannove rimedi e una grandissima sofferenza da sopportare per ciascuno di loro..."
Questo ultimo gruppo di rimedi viene trovato nel giro di soli sei mesi, e Bach usa il metodo della bollitura sia perché i fiori usati fioriscono quando il sole è troppo debole sia perché alcuni di essi sono duri o hanno gambi legnosi.
E' notevole il fatto che nei
19 assistenti sono presenti 11 alberi, mentre non ve ne è nessuno tra i guaritori e due tra i sette aiutanti.
Bach sostiene che questi ultimi rimedi hanno un valore particolare, agendo su un piano diverso rispetto ai primi, ed una valenza spirituale marcata aiutandoci a sviluppare la capacità di "superare tutti i timori, tutte le difficoltà, tutte le preoccupazioni, tutti i mali...".

Scoperta l'ultima essenza Bach sente che il suo lavoro è terminato, ed è importante ora trasmettere al maggior numero possibile di persone le sue scoperte.
Tiene quindi
conferenze sia pubbliche che rivolte ai suoi colleghi medici, istruisce i suoi collaboratori, anche non medici, e per questo nel gennaio del 1936 il Consiglio medico gli rivolge un monito al quale Bach risponde che considerava un onore l'istruire la gente su come guarire se stessa e che avrebbe continuato a farlo.
Durante l'estate del 1936 scrive
" I 12 guaritori ed altri rimedi", o
ve descrive tutte le essenze in maniera molto semplice, a volte laconica, in perfetta coerenza con il suo intento che in tutti questi anni è stato quello di trovare un sistema che sia prima di tutto semplice ed alla portata di tutti.

Stanco, provato dalle sofferenze patite nello scoprire gli ultimi 19 fiori, ricco di una estrema sensibilità che gli fa intuire e soffrire i dolori del paziente che sta arrivando, contrae una malattia del sangue che in ottobre lo costringe a letto.
Consapevole dell'avvicinarsi della morte consegna simbolicamente il suo lavoro a
Nora Weeks, chiedendole di non modificarlo perché sente di averlo completato, ma esprime anche il suo rammarico per dover interrompere la sua lotta in favore dell'umanità che soffre.
Bach è quindi consapevole che ancora molto resta da fare, sia nella divulgazione che nella ricerca sulle essenze scoperte, e non ci dobbiamo meravigliare se a distanza di anni ancora si stanno scoprendo nuove potenzialità dei Fiori di Bach e si sta affinando la descrizione degli effetti di ogni essenza, per non parlare delle centinaia di nuove essenze scoperte e preparate con i fiori di ogni parte del mondo.

Il 27 novembre 1936 Bach muore nel sonno, lasciando all'umanità il grande dono di un sistema di cura che avvicina l'uomo a sé stesso.

Pag Precedente



  Come leggere le schede dei Fiori

 

Per chi vive nella paura

Per chi vive nell' incertezza

Per chi vive la solitudine 

Per chi non prova interesse per il presente

Per chi vive lo sconforto o la disperazione

Per chi si lascia facilmente condizionare

Per chi si preoccupa troppo del benessere altrui

Come agiscono i Fiori

Come assumerli

Preparare le essenze

Preparare le boccette

Formule speciali