Nel
settembre dello stesso anno, in Galles, Bach raccoglie i
primi due fiori
che entreranno a far parte del suo sistema terapeutico: Impatiens e
Mimulus.
Li prepara in maniera omeopatica e li somministra intuitivamente secondo
la personalità del paziente, con grande successo.
Prepara successivamente anche il fiore della vitalba, Clematis, e quindi
pubblica "Alcuni
nuovi rimedi ed il loro uso".
A
questo punto Bach è così entusiasta della sua scoperta che decide di
andare a vivere
in campagna per
potersi dedicare alla ricerca di nuovi fiori da preparare e
sperimentare.
Non è una decisione facile: egli è all'apice della sua carriera come
medico, ha un laboratorio che esporta i suoi prodotti in tutto il mondo,
una vasta e facoltosa clientela.
Ma a Bach non interessano né la fama né il denaro, egli pensa solo al
suo metodo di cura, e nel giro di quindici giorni vende il laboratorio,
ripartisce i suoi clienti tra i colleghi e distrugge tutti gli scritti e
le provette di vaccino.
Mette mortai e pestelli in una valigia, intenzionato a portarli con sé
per le sue preparazioni, ma si sbaglia e prende al loro posto una
valigia piena di scarpe.
Una coincidenza significativa, visto che non avrà bisogno poi di mortai
ma delle scarpe che si riveleranno molto utili per le sue lunghe
passeggiate in cerca di fiori.
Siamo
nella primavera del 1930 ed egli parte con la sua assistente
Nora Weeks alla volta di Abersoch, ove
rimane fino ad agosto.
Qui scrive il libro "Guarisci te
stesso", nel
quale illustra la sua filosofia ed i principi ispiratori del suo
nascente metodo di cura .
Si trasferisce poi a Cromer, un paese di pescatori nel Norfolk, ove
rimarrà fino al 1934.
La
sensibilità di Bach si fa sempre più acuta e sarà una meravigliosa
miscela di ragionamento ed intuito a guidarlo in questa avventura, a
condurlo a restringere la sua ricerca solo al fiore scartando le altre
parti della pianta, convinto che è lì che si concentra la forza
vitale.
All'inizio pensa di raccogliere la rugiada, che ha trovato essere
efficace, poi elabora il metodo del sole,
mettendo i fiori più belli in una ciotola di vetro ed esponendola al
sole per quattro ore: è nato il primo metodo di preparazione dei Fiori
di Bach.
Nella
sperimentazione delle essenze floreali sui pazienti Bach è aiutato dai
suoi colleghi londinesi, che confermano l'efficacia dei prodotti che
somministra gratuitamente ai pescatori e contadini che gli si rivolgono.
Nel 1931 completa la prima serie di 12 rimedi, e pubblica il libretto "I
dodici guaritori".
Vuole far conoscere a tutti il suo nuovo sistema di cura, ma i giornali
non pubblicano i suoi articoli ed allora decide di fare delle inserzioni
a pagamento, che gli procurano dei dissidi con il Collegio dei Medici .
Bach pensa di affiancare ai suoi 12
guaritori degli
altri fiori e nel giro di qualche mese completa la seconda serie, i 7
aiutanti, ed
elabora il primo composto d'emergenza, il Rescue
Remedy che è
all'inizio formato da tre fiori.
Nella
primavera del 1934 Bach si trasferisce nella residenza "Mount
Vernon" a Sotwell, un piccolo paese nella valle del Tamigi,
dove tuttora ha sede il Bach Centre.
Qui Bach si riposa, costruisce mobili in legno e si dedica alla
scrittura, ma ben presto si sente chiamato a scoprire altri rimedi.
Avviene ora un fatto nuovo: se fino ad ora Bach ha trovato i rimedi
grazie a delle intuizioni, assaggiando un petalo e sentendo cosa
l'essenza può aiutare a risolvere o seguendo l'ispirazione,
d'ora in poi sarà la sofferenza
a guidarlo.
Dice Nora Weeks: "Durante i giorni precedenti alla scoperta di ogni
rimedio, egli stesso si trovava nello stato d'animo per il quale era
utile quel particolare rimedio. E soffriva con una tale intensità che
le persone, che gli stavano vicino, si chiedevano se fosse possibile che
un essere umano soffrisse così tanto e tuttavia riuscisse a conservare
il senno. E non solo soffriva di terribili agonie mentali, ma spesso
accadeva anche che molti stati d'animo venissero accompagnati da
malattie nelle loro forme più gravi. Queste esperienze richiedevano
un coraggio e una fede poco comuni, perché anche se Bach sapeva che
scoprendo il rimedio indicato il malessere fisico e mentale
sarebbe scomparso completamente, c'erano da trovare diciannove rimedi e
una grandissima sofferenza da sopportare per ciascuno di loro..."
Questo ultimo gruppo di rimedi viene trovato nel giro di soli sei mesi,
e Bach usa il metodo della bollitura sia perché i fiori usati
fioriscono quando il sole è troppo debole sia perché alcuni di essi
sono duri o hanno gambi legnosi.
E' notevole il fatto che nei 19
assistenti sono
presenti 11 alberi, mentre non ve ne è nessuno tra i guaritori e due
tra i sette aiutanti.
Bach sostiene che questi ultimi rimedi hanno un valore particolare,
agendo su un piano diverso rispetto ai primi, ed una valenza spirituale
marcata aiutandoci a sviluppare la capacità di "superare tutti i
timori, tutte le difficoltà, tutte le preoccupazioni, tutti i
mali...".
Scoperta
l'ultima essenza Bach sente che il suo lavoro è terminato, ed è
importante ora trasmettere al maggior numero possibile di persone le sue
scoperte.
Tiene quindi conferenze
sia pubbliche
che rivolte ai suoi colleghi medici, istruisce i suoi collaboratori,
anche non medici, e per questo nel gennaio del 1936 il Consiglio medico
gli rivolge un monito al quale Bach risponde che considerava un onore
l'istruire la gente su come guarire se stessa e che avrebbe continuato a
farlo.
Durante l'estate del 1936 scrive "
I 12 guaritori ed altri rimedi",
ove
descrive tutte le essenze in maniera molto semplice, a volte laconica,
in perfetta coerenza con il suo intento che in tutti questi anni è
stato quello di trovare un sistema che sia prima di tutto semplice ed
alla portata di tutti.
Stanco,
provato dalle sofferenze patite nello scoprire gli ultimi 19 fiori,
ricco di una estrema sensibilità che gli fa intuire e soffrire i dolori
del paziente che sta arrivando, contrae una malattia del sangue che in
ottobre lo costringe a letto.
Consapevole dell'avvicinarsi della morte consegna simbolicamente il suo
lavoro a Nora Weeks,
chiedendole di non modificarlo perché sente di averlo completato, ma
esprime anche il suo rammarico per dover interrompere la sua lotta in
favore dell'umanità che soffre.
Bach è quindi consapevole che ancora molto resta da fare, sia nella
divulgazione che nella ricerca sulle essenze scoperte, e non ci dobbiamo
meravigliare se a distanza di anni ancora si stanno scoprendo nuove
potenzialità dei Fiori di Bach e si sta affinando la descrizione degli
effetti di ogni essenza, per non parlare delle centinaia di nuove
essenze scoperte e preparate con i fiori di ogni parte del mondo.
Il
27 novembre 1936 Bach muore nel sonno, lasciando all'umanità il grande
dono di un sistema di cura che avvicina l'uomo a sé stesso.

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