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La paura “Niente potrà più spaventarli spiegando loro la paura, mostrando loro che sono abbastanza grandi da superare e affrontare qualunque cosa. Il bambino non si preoccuperà più delle ombre sulla parete se gli sarà offerta una candela e mostrato come farle danzare su e giù.” “Essenzialmente
è l’avidità all’origine della malattia fisica e la paura di quella
mentale. “ La
paura può essere guarita tramite “....l’unione spirituale e il controllo
consapevole della vita per mezzo della divinità interiore”. “E’ così
diffusa la paura di perdere l’individualità che questo impedisce all’uomo
di accettare la verità spirituale; ma come il pulcino che esce dal guscio, egli
non perde se stesso uscendo nel mondo della luce. Il mondo oggi è pieno di
persone che temono di rompere il guscio della presunzione, e così rimangono
prigioniere nel loro mondo piccino. La paura della perdita dell’io sta dietro
questo, e ciò blocca completamente la crescita, la totale conquista della reale
conoscenza.” “Un
altro grande servizio che possiamo fare a noi stessi consiste nell’eliminare
ogni paura. In realtà la paura non appartiene alla genuina natura degli esseri
umani perché la Divinità che è in noi, che, anzi, è noi stessi, è
invincibile e immortale e se solo potessimo rendercene conto noi, figli di Dio,
non avremmo paura di niente. ...la paura cresce naturalmente in rapporto al
possesso di beni materiali, [ che sono ] .. transitori, difficili da ottenere e
impossibili da conservare se non per un breve periodo. Perciò fanno nascere in
noi un’ansia terribile e la paura di non riuscire ad afferrarle quando ci
passano accanto... . Nel
nostro tempo la paura delle malattie si è tanto estesa da avere di fatto un
grande potere di farci del male, in quanto, consentendo l’accesso in noi alle
cose che temiamo, ne ha in effetti facilitato l’azione. Paure di questo tipo
sono in realtà frutto di egoismo, perché se fossimo seriamente impegnati nella
cura degli altri non avremmo il tempo di preoccuparci delle malattie che
potrebbero colpire noi stessi. La paura , al giorno d’oggi, gioca un ruolo
fondamentale nell’incremento delle malattie e la moderna scienza medica ha le
sue responsabilità... . La paura, con l’azione deprimente che esercita nella
psiche, causa disarmonia nei nostri corpi fisico e magnetico e apre in questo
modo la via all’invasione [ dei batteri ]. “ In questi brani, ripresi dai sui scritti, sono riportate le considerazioni che Bach fa sul sentimento della paura, chiamata anche da lui “la grande carceriera”. Egli colloca nel gruppo “per chi vive nella paura” cinque fiori: Rock rose per il terrore, Mimulus per le paure dei pericoli del mondo, Cherry Plum per le paure di chi ha la mente troppo affaticata e teme di perdere la ragione, Aspen per le paure imprecisate e sconosciute, Red Chestnut per chi è in ansia per gli altri. Potremmo
vedere delle tematiche di ansia anche in molti altri fiori, da Cerato a White
Chestnut, da Impatiens ad Agrimony, da Centaury a Heather. Bach sostiene che ansia e paura “non fanno parte della genuina natura degli esseri umani”, intendendo con ciò che il contatto con il divino, con la nostra natura divina allontanerà automaticamente queste spiacevoli emozioni. Nella nostra realtà di esseri umani imperfetti questi aspetti sono invece ben presenti, e la loro esistenza ha anche un aspetto adattivo, funzionale alla nostra sopravvivenza. Se non esistesse la paura che ci spinge a fuggire dal pericolo saremmo proprio nei guai! In situazioni di pericolo viene attivato un complesso meccanismo fisiologico che predispone sia la mente che il corpo ad una risposta “lotta o fuga”, in cui insieme alla paura vi è anche rabbia. Spesso
nel linguaggio comune utilizziamo in modo intercambiabile i termini di ansia e
paura, anche se si tratta di esperienze emozionali distinte. La paura può
tramutarsi in un’emozione soltanto spiacevole quando, in seguito ad un trauma,
si sviluppa una reazione fobica a pensieri, sentimenti e ricordi. Essa ha avuto
una funzione adattiva nella situazione originaria, ma persiste in maniera
inopportuna trasformandosi in ansia. A volte può esistere una paura
primordiale, ma più spesso la persona cerca di evitare di rivivere il dolore e
l’impotenza legate all’evento traumatico. L’ansia
è una risposta a situazioni simboliche, psicologiche o sociali, e non ad un
pericolo fisico immediato. In questi casi è come se sentissimo minacciata
l’integrità, coerenza e continuità del nostro sé o del nostro essere
attivi. L’ansia che proviamo di fronte ad una richiesta, ad una prestazione
che dobbiamo dare può svolgere un ruolo adattivo, spingendoci all’azione, e
possiamo anche percepirla come eccitazione positiva. Essa diviene debilitante e
disfunzionale quando è intensa e cronica, quando la persona anticipa
costantemente dei pericoli e il ripetersi di minacce del passato. A
volte si tratta di un problema di fondo della persona, che fin da piccolo non ha
potuto avere una madre che si prendesse cura di lui in maniera amorevole e sana.
Non ha potuto avere quello che viene definito un “attaccamento sicuro”,
quindi porterà dentro di sé questa esperienza e la rivivrà poi nelle sue
relazioni. Mostrerà quindi molta ansia, insicurezza, senso di vulnerabilità,
timidezza, ipersensibilità, ipervigilanza ed estrema consapevolezza delle
proprie manchevolezze. In
altri casi l’ansia è dovuta al tentativo della persona di evitare
un’esperienza interna di rabbia, tristezza o debolezza, che viene considerata
una minaccia per se stessi o per una importante relazione interpersonale. Affrontare
le proprie ansie e paure è una tappa indispensabile nel cammino della
consapevolezza e crescita a cui siamo chiamati. Potremo
quindi scoprire che, come dice Hillman “ la paura è uno dei modelli
istintuali di comportamento, in quanto partecipa alla saggezza del corpo, e ci
offre una connessione con la natura (Pan), eguale alla fame, alla sessualità, o
all’aggressione. La paura, come l’amore, può diventare un richiamo per la
coscienza; si incontra l’inconscio, l’ignoto, il numinoso e incontrollabile
restando in contatto con la paura, che eleva dal cieco panico istintuale del
gregge al sagace, astuto, riverente sgomento del pastore”. In
questo difficile percorso è indispensabile una buona guida, che attraverso il
nutrimento spirituale, l’accettazione e l’empatia faccia ritrovare alla
persona le proprie capacità adattive, di autosostegno, di affermazione e
riconoscimento dei propri bisogni ed emozioni. Bibliografia: Edward
Bach “Opere complete” Macro edizioni James Hillman “Saggio su Pan” Ade Maria
Antonietta Balzola “I fiori
della mente” Bollati Boringhieri Metchild Scheffer “Il grande libro dei Fiori di Bach” Corbaccio Leslie
S. Greenberg - Sandra C. Paivio "Lavorare con le emozioni
in
psicoterapia integrata" Sovera |
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