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La rabbia Tra tutte le emozioni è quella che percepiamo come più potente, carica di energia, in grado di modificare l’ambiente. Spesso è diretta verso chi amiamo, a causa della percezione di un’offesa, e tende a correggere la situazione o prevenirne la ripetizione. La
sua origine è nella tendenza biologica alla sopravvivenza, che implica
la necessità di difendersi quando si è attaccati o quando vengono
violati i confini del nostro territorio. E’ accompagnata da una serie
di modificazioni fisiologiche che preparano all’azione ma non generano
automaticamente il comportamento. I processi cognitivi sono deputati
alla modulazione della risposta, che spesso diviene una inibizione
dell’azione. Nella
pratica ci troveremo a confrontarci con
4 tipi di rabbia:
La
rabbia è quindi una maniera di far valere i propri diritti, ed è
interessante ricordare qui quali sono i diritti
basilari di un essere umano secondo Lowen: q
il diritto di esistere q
il diritto di essere al
sicuro nella propria condizione di bisogno q
il diritto all’autonomia
e all’indipendenza q
il diritto di desiderare e
di muoversi direttamente e apertamente verso la soddisfazione dei propri
bisogni. E’
facile intuire come ogni violazione di questi diritti possa provocare
della rabbia che spesso il bambino non riesce ad esprimere e che rimarrà
“congelata” nel suo corpo. Di
solito l’ipercontrollo della rabbia deriva dal fatto che le regole
educative e sociali ne condannano l’espressione, ma anche dalla paura
di esserne sopraffatti o che provochi la rottura irreparabile del
legame. In mancanza di una azione assertiva veniamo inevitabilmente
colti da un senso di debolezza e di perdita di potere, che genera
ulteriore rabbia. In molti fiori possiamo intravedere delle caratteristiche di rabbia, espressa in modo più o meno sottile. Holly è certamente il primo fiore che ci viene in mente, incarna l’archetipo della rabbia esplosiva, della reazione violenta ed impulsiva. Willow è in qualche maniera il suo opposto: in questo caso la rabbia viene espressa in maniera passiva, tramite il sordo rancore, il lamento, i ritardi, la mancata collaborazione, la lontananza fisica ed affettiva. Nel caso di Pine la rabbia non viene scaricata nell’ambiente ma viene rivolta contro se stessi, con il meccanismo del senso di colpa. Anche Oak rivolge la rabbia verso di sé, continuando ad impegnarsi e a tenere duro anche se in realtà vorrebbe mollare tutto. In Wild Rose la persona re-prime la rabbia e si de-prime, cadendo nell’apatia. Beech esprime la sua rabbia criticando gli altri ed anche se stesso, mentre Rock water si impone una dura disciplina, che può avere anche una componente di forzatura rabbiosa. La persona Chicory si arrabbia quando viene lasciata sola o viene criticata, e reagisce con l’impulso a trattenere vicino a sé in tutti i modi. Lo stato Cherry Plum può derivare da una rabbia che si percepisce come una forza che agisce contro se stessi, provocando la paura di perdere il controllo e scoppi di ira ingiustificati. Nel corpo la rabbia provoca una reazione fisiologica di attivazione della muscolatura atta ad allontanare o a colpire, soprattutto della parte alta del corpo; nel momento in cui l’impulso all’azione viene inibito permane una tensione muscolare cronica. Le palestre sono piene di persone inconsapevolmente arrabbiate che trovano giovamento alle loro tensioni attraverso l’esercizio fisico, che permette un momentaneo sollievo e rilassamento. Anche in bioenergetica si praticano degli esercizi volti alla espressione della propria rabbia, in cui si battono i pugni o si percuote il materasso con una racchetta da tennis o si tirano calci, ma ciò che permette veramente il cambiamento è la consapevolezza e la elaborazione interiore del conflitto. Nella filosofia di Bach la soluzione alla rabbia è nello sviluppo della qualità dell’amore, un amore incondizionato che nasce dalla percezione dell’unità del tutto. Egli invita anche a sviluppare la qualità della calma : “dobbiamo ricercare con tutte le nostre forze la pace interiore, immaginando il nostro spirito come un lago dalla superficie liscia, senza onde o increspature che ne turbino la tranquillità….un aiuto concreto potrà venirci dal dedicare ogni giorno qualche minuto a meditare sulla bellezza della pace e sui benefici effetti della calma… per chi è malato la pace della mente e l’armonia con l’Anima sono di grande aiuto per la guarigione”. I rimedi di Bach ci aiutano ad andare in questa direzione, consentendoci di essere più rilassati e in armonia. Bibliografia: Edward
Bach “Opere
complete” Macro
edizioni Alexander
Lowen “Bioenergetica”
Feltrinelli Metchild
Scheffer “Il grande
libro dei Fiori di Bach”
Corbaccio Leslie
Greenberg , Sandra Paivio “Lavorare
con le emozioni in psicoterapia integrata”
Sovera
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